| Fosdinovo |
Visita a Fosdinovo ed al Museo della Resistenza
La visita a Fosdinovo prevede che lasciato Castelnuovo Magra ci si diriga in direzione Sarzana e, una volta arrivati alla località Ponte Isolone, si svolti a destra, salendo in collina, per raggiungere il paese, con il suo castello. Il borgo di Fosdinovo, dominante il valico a mare della strada detta "lombarda", assai frequentata nell'Alto Medio Evo, fu incastellato in tempo remotissimo da un gruppo di "milites" stasccatosi da qiel gentilizio casolano che allineava i suoi castelli lungo la detta via e le sue diramazioni verso l'Emilia e verso la Garfagnana. Questa consorteria, la cui branca più folta prese il nome di Fosdinovo, apparteneva in parte agli Erberia ed in parte ai signori di Carrara, ma alla fine del secolo XII venne a cadere nell'orbita del potere dei Vescovi di Luni e successivamente sotto il dominio dei Malaspina. Spetta a Spinetta Malaspina la costruzione del magnifico edificio che divenne la residenza d'una della più splendide dinastie malaspiniane, e che, ancor oggi, con aggiunte e rifacimenti posteriori, ostenta le forme maschie e leggiadre di un'opera trecentesca. (per maggiori informazioni visitate il sito del Comune di Fosdinovo).
Il primitivo cassero del XII° secolo fu ampliato e con torrette e torrioni cilindrici atti al tiro difensivo di fiancheggiamento e merlatura a coda di rondine con apparato a sporgere nel fronte rivolto verso la Lunigiana il fianco costeggiato dalla strada. Altri possenti torrioni e bastioni furono aggiunti successivamente sul fronte interno rivolto al paese e, pur mantenendo esternamente le severe forme militari, l'interno del castello divenne una delle più raffinate dimore signorili del tempo, con sale affrescate e altre raffinatezze. Il cortile è un'ulteriore aggiunta rinascimentale, insieme ad alcune troniere per cannoni varie feritoie per armi da fuoco minori poste lungo le cortine murarie. Sopra l'ingresso principale, difeso da una bertesca in muratura, è ancora scolpito un cane con in bocca lo spino fiorito, a ricordo degli stretti legami fra i Malaspina e gli Scaligeri. Il castello fu ben presto considerato 'indistruttibile' e a conferma di questo nemmeno il terremoto del 1922 riuscì a provocargli seri danni. La leggenda vuole che anche in questo castello abbia soggiornato Dante Alighieri, di fatto l'evento è storicamente impossibile. Un'altra leggenda è legata alla presenza in una delle stanze del castello del 'pozzo della dimenticanza': si racconta che la marchesa Cristina Adelaide Pallavicino, sposa di Ippolito Malaspina, attirasse i propri amanti in una camera e una volta soddisfatti i suoi istinti li facese precipitare nel trabocchetto irto di lame che sfociava poi in un canale vicino. Più verosimilmente il trabocchetto veniva si usato, ma per eliminare i nemici politici dei potenti signori! Ancora oggi il castello è proprietà dei marchesi Torrigiani-Malaspina, recentemente ha subito un'importante opera di restauro ed è visitabile a pagamento su appuntamento. Il comune di Fosdinovo, in località le Prade, ospita il Museo Audiovisivo della Resistenza di Massa Carrara e della Spezia, inaugurato il 3 giugno 2000 alla presenza dell'allora Ministro alla Pubblica Istruzione Tullio De Mauro e delle autorità locali. L'edificio che lo ospita fu edificato dagli stessi partigiani della zona, con l'aiuto di moltissimi volontari, e donato successivamente al Comune di Sarzana che lo ha adoperato dal 1948 fino agli anni '70 come colonia montana estiva. A partire dal 1994, per iniziativa dell'ANPI di Sarzana in accordo con l'amministrazione comunale si decise di destinare il fabbricato al Museo della Resistenza delle province di Massa Carrara e La Spezia, decorate entrambe di Medaglia d'Oro al Valore Militare per il contributo dato dalla popolazione alla riconquista della libertà e della democrazia.Con l'aiuto di enti pubblici, tra cui il comune di Castelnuovo Magra, associazioni e privati cittadini si è provveduto al recupero del fabbricato dell'antica colonia per trasformarlo in un Monumento alla pace in una zona che è stata teatro di violenti scontri fra partigiani, tedeschi e fascisti e che ha subito immani distruzioni e stragi di popolazioni inermi. Il Museo della Resistenza non segue nel suo formarsi i canoni tradizionali di questi luoghi, dove si raccolgono in genere collezioni d'opere d'arte e vecchi cimeli, ma si propone di conservare e trasmettere un bene forse ancora più prezioso, la memoria storica. L'asse portante del Museo è perciò rappresentato dalla fusione di una tradizione orale antica con le più moderne tecnologie audiovisive. Memoria non solo dei partigiani, ma anche dei deportati, degli internati militari, delle donne, della popolazione tutta in lotta per la sopravvivenza. Oltre a rappresentare la Resistenza armata e l'opposizione politica contro i tedeschi occupanti e i loro alleati fascisti, il Museo dà voce ai civili, vittime della guerra, dei bombardamenti, della fame e delle stragi; riflette la Resistenza di una società nella quale l'uno aiuta l'altro, la casalinga, il prete, il contadino e il partigiano dal primo giorno del fascismo fino alla liberazione del 25 Aprile. L'innovazione di questo Museo consiste nella scelta di un più moderno codice per comunicare la storia, legato all'impiego del mezzo audiovisivo e interattivo. Il visitatore è coinvolto in modo attivo. L'utilizzo di strumenti informatici e multimediali facilita la ricezione da parte delle giovani generazioni dei fatti della Resistenza (per maggiori informazioni visitate il sito del Museo).
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