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Visita a Luni Antica (Ortonovo)
Da Castelnuovo si arriva a Luni Antica (Ortonovo) in pochi minuti percorrendo l'Aurelia in direzione Carrara e seguendo le indicazioni stradali.
La città di Luna venne fondata dai coloni romani nel 177 a. C. e conobbe il suo massimo splendore in epoca imperiale grazie anche alla ricchezza delle vicine cave apuane, dalle quali si estraeva un marmo pregiato, richiesto in grande quantità per la costruzione di opere pubbliche e di palazzi patrizi, sia in Roma che nelle più importanti città dell'Impero.
Pertanto una buona parte di schiavi che i romani avevano trasferito a Luna, furono inviati al lavoro nelle vicine Alpi Apuane per estrarvi i bellissimi marmi. Molto apprezzati furono anche i prodotti agricoli lunensi, specialmente il vino, "il migliore dell'Etruria", ed i formaggi saporiti dedicati decantati da Plinio il Vecchio e Marziale. La lenta decadenza della città fu causata dalle ricorrenti invasioni barbariche e dalla vulnerabilità agli assalti dei predoni normanni e saraceni che provocarono l'interruzione dei traffici commerciali. Il progressivo interramento del porto, e l'impaludamento della piana costrinsero la popolazione ad abbandonare Luni e a rifugiarsi sulle vicine e più salubri colline, dove sorsero nuovi insediamenti abitativi.
I marmi che impreziosivano i palazzi e le pietre delle case furono utilizzati per costruire i borghi murati, arroccati su posizioni meglio difendibili. Della grandezza di Luni restano numerose testimonianze: l'anfiteatro (I sec. A.C.) il Foro, tratti delle mura, il teatro, mentre nelle campagne di scavo è emersa una grande quantità di statue, capitelli, utensili e mosaici, custoditi in parte nel locale Museo Archeologico, ed in parte nei musei della Spezia. La Luni medioevale, costruita sulla città romana, attraversata dai pellegrini e dai mercanti che percorrevano la Via Francigena, ancora oggi continua ad essere poco conosciuta dal punto di vista archeologico. E' comunque probabile che l'intero complesso urbano costituisse nel medioevo un caposaldo di notevole pregio.
La chiesa di Santa Maria, ubicata nell'area sud-est della città, vicino alle mura, costituisce fino a questo momento l'unica testimonianza conosciuta di Luni, con un'evidenza archeologico-monumentale. I resti absidali attualmente visitabili appartengono alla versione romanica dell'edificio, realizzata poco prima del trasferimento definitivo dalla sede vescovile a Sarzana, cui quest'anno ricorre l'ottavo centenario (1204), e sono impostati sulla muratura della fabbrica paleocristiana e altomedievale. Come è noto, dopo la caduta dell'impero romano, Luni, che era stato importante centro, divenne, nel corso del V secolo, sede vescovile con potere politico e amministrativo oltre che religioso, restando per secoli la capitale civile ed ecclesiastica di tutta la regione. L'episcopato aveva il controllo della città ed era il centro degli affari e delle attività sociali. Il vescovo di Luni infatti, che aveva organizzato in signoria le proprie terre della bassa Val di Magra, da Aulla a Massa, costituiva nel corso nei primi secoli del Medioevo un potente nucleo di aggregazione feudale.
Il pellegrino che faceva tappa a Luni trovava nella cattedrale la reliquia del Preziosissimo Sangue e il noto crocefisso di Mastro Guglielmo, attualmente conservati nel Duomo di Sarzana. Con il trasferimento della sede episcopale da Luni a Sarzana, la cattedrale di Santa Maria non venne immediatamente declassata, infatti per gran parte del XIII secolo fu usata per le cerimonie di investitura dei Vescovi, mentre nel periodo successivo sembra che abbia rivestito solo funzioni cimiteriali. La città, oltre all'impaludamento progressivo del suo porto ed agli apporti detritici che crearono paludi e malsani acquitrini, soffrì dello spostamento del tradizionale percorso della Via Francigena, che una volta attraversava la città. Essa era stata spostata a mezzacosta, sulla zona collinare. Luni fu abbandonata in breve tempo dai suoi ultimi e pochi abitanti. Nei racconti dei viaggiatori del XIII secolo lungo la via Francigena, la decadenza e la desolazione della città è evidente.
Il visitatore che farà sosta a Luni potrà in pochi minuti risalire lungo la strada che costeggia il Parmignola per raggiungere i borghi medioevali di Ortonovo, Nicola e Casano, ben noti ai pellegrini della Francigena come luoghi di sosta e di ristoro in prossimità della città portuale. Il centro storico di Nicola mantiene quasi intatte le caratteristiche strutture urbanistiche del più puro medioevo. Del sistema difensivo sono rimasti tratti di mura, alcune "torricelle" e la grande torre pentagonale che ingloba la porta d'ingresso al borgo. All'interno si può accedere solo a piedi, permettendo così di percorrere le stradine acciottolate che risalgono a raggiera verso la sommità del paese. La facciata barocca della parrocchiale (secolo XVIII con portale in marmo datato 1604) delimita a nord il piazzale racchiuso entro una cortina di abitazioni, interrotte da alcune stradine, parzialmente porticate, che lasciano intravedere panorami suggestivi. Lasciata Nicola il visitatore potrà discendere e visitare, presso il Ponte di San Rocco, il Museo Etnografico del Cannetolo, dedicato alla coltura dell'olivo e alle tradizioni dell'olio, ospitato nell'antico frantoio della Colombara (sec. XV). Continuando si potrà ammirare la chiesa romanica di San Martino (sec XII),un tempo cappella sedale suburbana, nella quale officiavano i Canonici della cattedrale di Luni.
Percorsi circa quattro chilometri, si raggiunge il borgo di Ortonovo che presenta una caratteristica struttura a pianta rotonda, sviluppatasi attorno al nucleo più antico rapprsentato dall'ex oratorio di San Lorenzo. Il sito è presente con la denominazione Corficiano in un documento della curia lunense del 997, ma nel sec. XII il paese assunse il nome di Ortonovo. Sui ruderi del castello medioevale sorge oggi l'abbazia dei Santi Lorenzo e Martino (sec. XVII) a tre navate, con facciata barocca, arricchita dalle immagini marmoree dei titolari. A levante di Ortonovo si staglia l'imponente Santuario di Nostra Signora del Mirteto, costruito tra il 1540 e il 1566, dopo il miracoloso "pianto" della Vergine, affrescata sulla parete di un oratorio dei Disciplinati. La facciata marmorea fu ornata con lastre provenienti da Luni. Discesi dalla visita ad Ortonovo, ai piedi della collina si può visitare il centro storico di Casano-Annunziata, le cui prime notizie risalgono al secolo XII. Al centro del paese, il piccolo oratorio dedicato all'Annunciazione custodisce una grande tela di buona fattura, raffigurante lo stesso soggetto.