Pagina 1 di 3 I maltrattamenti all'infanzia sono sempre esistiti e il bambino nella storia dell'umanità è sempre stato oggetto di abuso, di maltrattamento, di abbandono. Volendo definire il maltrattamento possiamo aderire alla definizione del Consiglio d'Europa, che definisce maltrattamento "gli atti e le carenze che turbano gravemente il bambino, attentano alla sua integrità corporea, al suo sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono la trascuratezza e/o le lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale". Nelle sue afferenti manifestazioni, questo è un fenomeno sommerso in quanto non si impone all'attenzione se non quando ha raggiunto livelli di gravità elevati e se, nella forma del maltrattamento fisico e nella trascuratezza i "segni" sono più manifesti e facilmente riconoscibili, il maltrattamento psicologico e l'abuso sessuale sono i più difficili da essere individuati se non quando hanno già determinato effetti devastanti sullo sviluppo della personalità del bambino. È fondamentale quindi intervenire e, per farlo, occorre rilevare, saper riconoscere il disagio. Nel rilevamento sono coinvolte diverse aree professionali, ciò impone quindi una sempre più fitta collaborazione e integrazione tra servizi sociali, sanitari, giudiziari e scolastici presenti nel territorio e una più consolidata condivisione di strategie, politiche e metodologiche tra tutte le istituzioni.
Il lavoro di rete quindi è diventato non solo un obiettivo determinante per tutti gli attori coinvolti nella salvaguardia e nella tutela dei diritti dei bambini ma una vera e propria strategia operativa da seguire.
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